
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
«Luis Silvio c’e’»Il “bidone” per eccellenza, “meteora” per antonomasia
Nell’estate del 1980 la Pistoiese si appresta a disputare per la prima e unica volta nella sua storia il campionato di Serie A. Per l’occasione i dirigenti della societa’ toscana, abbagliati dalle trasferte dei talent-scout dei grandi club, decidono di intraprendere a loro volta un viaggio in America Latina alla ricerca di un gioiellino nascosto da schierare nella massima Serie. Fu cosi’ che il Presidente della Pistoiese Marcello Melani affido’ tale arduo compito a Beppe Malavasi, allenatore in seconda della squadra. Il tecnico parte per il Brasile e “scova” Luis Silvio Danuello: torna quindi in Italia, entusiasta, e convince il nuovo allenatore Lido Vieri – alla sua prima esperienza in panchina – a farlo acquistare dalla società, che sborsa una cifra ragionevole, 170 milioni di Lire. L’arrivo del brasileiro, cresciuto nel Marilia (con cui vinse la Taça San Paolo, il campionato giovanile brasiliano), chiuso nel Palmeiras, poi prestato al Ponte Preta, suscito’ a Pistoia molto entusiasmo. Vennero le prime amichevoli, la Coppa Italia, il precampionato. Luis Silvio, attesissimo, comincio’ pero’ ben presto a deludere tutti. Sulla base di cio’, e’ doveroso fare una premessa: le ragioni di questa delusione nascono da un clamoroso ed imbarazzante equivoco. La societa’ arancione cercava un centravanti, una punta capace di assicurare un buon numero di gol per centrare la salvezza: ma Luis Silvio era invece una ponta, come si dice in portoghese, vale a dire una promettente ala destra pura capace di svolgere diligentemente il suo compito, e cioe’ di macinare chilometri sulla sua fascia di competenza per poi crossare al centro dell’area avversaria. Ma la Pistoiese non poteva permettersi il lusso di un’ala: a quei tempi, le squadre che lottavano per salvarsi giocavano con un solo attaccante: per riparare l’errore, pertanto, in Ottobre fu acquistato dal Catanzaro il bomber Vito Chimenti.
Pertanto il ragazzo brasiliano, mortificato nella sua caratteristica migliore (la velocita’), si ritrovo’ quasi subito emarginato. Totalmente sfiduciato, le gare in cui veniva impiegato divennero subito per lui prive di tattica, in quanto dimostro’ di non essere quel fuoriclasse che tutti avrebbero voluto vedere: non vinceva un contrasto, non riusciva a confezionare una rincorsa valida. Un autentico disastro: divenne in breve l’oggetto misterioso della Pistoiese. Esordi’ il 14 Settembre 1980, nella “prima” di campionato Torino-Pistoiese terminata 1-0; segui’ qualche altra timida apparizione nelle prime partite del massimo campionato, poi l’emarginazione totale, dopo 6 misere presenze. Dapprima la panchina, quindi la tribuna, infine non fu piu’ neppure convocato. Non giocando piu’, Luis Silvio fu poco alla volta preso dalla nostalgia, dalla voglia di tornarsene a casa, in Brasile. E un bel giorno di primavera fece armi e bagagli e parti’ con la sua giovane moglie e la sua giovanissima figlia Amanda, tra l’altro concepita proprio in Toscana, ponendo fine alla sua “disavventura” italiana. Diventando cosi’ nel tempo protagonista, suo malgrado, di innumerevoli “leggende metropolitane” che ancora si raccontano sul suo conto. Universalmente considerato come la “meteora” per antonomasia, e’ cosi’ entrato di diritto nel novero dei “bidoni” del calcio italiano. Potenza degli equivoci.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1978-79 | Marilia | ||
| 1979-80 | Palmeiras | ||
| mar. 80 | Ponte Preta | 17 | 1 |
| 1980-81 | Pistoiese | 6 | - |
| 1981-86 | Botafogo | ||
| 1986-87 | Nàutico | 10 | 2 |
| 1987-89 | San Jose’ | ||
| 1989-90 | Maringa’ |