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Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche

Vampeta, sesso birra e futebol


di Sebastiano Vernazza - tratto dal sito www.gazzetta.it



Vampeta, all’Inter tre mesi nel 2000 La vita spericolata del brasiliano, che giocò una partita con l'Inter nell’Ottobre del 2000. Adesso è disoccupato e gli hanno offerto di allenarsi con gli juniores del Corinthians


Milano, 13 Gennaio 2007 - Per capire, bisogna scomporre il nome: Vampeta nasce dalla fusione di vampiro e di capeta, che in portoghese significa diavolo. Appellativo buono per il protagonista di un film dell’orrore di José Mojica, una specie di Dario Argento del Sudamerica, non per un calciatore. Eppure Marcos André Batista Santos, nato in Brasile nello Stato di Bahia, centrocampista, proprio così lo hanno ribattezzato, Vampeta, metà succhiasangue e metà Lucifero. Lui ha onorato il nomignolo come meglio non poteva. I tre mesi scarsi nell’Inter, a fine 2000, gli sono bastati per entrare nel cuore dei tifosi come superbidone straniero del calcio italiano (verdetto espresso da un sondaggio di Gazzetta.it).
CINEMA - Tutti compresero che qualcosa non quadrava un giorno di fine Novecento. Vampeta era un centrocampista emergente, si era formato in Olanda nel PSV Eindhoven che aveva svezzato Ronaldo, e a più riprese era ritornato in Brasile (Fluminense e Corinthians). Forte, ’sto brasileiro, fino al momento in cui le agenzie di mezzo mondo rilanciarono un servizio fotografico per “G Magazine”, rivista brasiliana gradita a omosessuali e donne guardone. Immagini senza filtro, che ritraevano Vampeta nudo dentro la rete di una porta e con la pelle lucidata da strani olii. Spiegò di essersi spogliato per soldi: «Mi hanno pagato 80.000 Dollari e una buona parte della cifra l’ho consegnata al padre di Cesar (il segretario di Ronaldo) per ristrutturare un cinema a Nazaré Das Faronhas, il mio paese». Cinefili in solluchero. Però, una fiaba stile Tornatore. Lui stecchì i poeti: «A me del cinema non importa nulla, da quattro anni non entro in una sala, l’ho fatto per un amico».
SESSO, DROGA E BIRRA - L’Inter pagò 30 miliardi di Lire al Corinthians per avere il brasiliano, che disputò un’unica partita di Serie A, a Reggio Calabria, il 1 Ottobre 2000. Reggina-Inter 2-1, la domenica della sceneggiata di Lippi in sala stampa. Vampeta restò in campo 72’, Lippi se ne andò e Marco Tardelli, il suo sostituto, accantonò il centrocampista, che a Gennaio si sistemò al Paris Saint Germain. In un’intervista a “Playboy”, il nostro parlò senza freni inibitori: «Moratti sa tutto di petrolio, ma di “bola” non s’intende. Milano è una città di negozi dove piove sempre. Neppure Parigi mi piace: c’è la torre, ci sono i musei, ma preferisco la spiaggia di Bahia, per chi sa vivere non c’è posto migliore. La mia seconda patria è l’Olanda, un Paese libero: donne, droga, birra. La gente fuma, beve e si fa gli affari propri». Vampeta esagerò con l’alcool nei giorni delle feste per la vittoria al Mondiale 2002, durante il ricevimento del presidente della Repubblica si ubriacò e si esibì in danze sbilenche.
BAMBI - Una carriera in picchiata. La madre dei suoi due figli l’ha accusato di averla malmenata e l’ha denunciato, poi lui è andato a raccattare petroldollari in Kuwait (2004/05), è rientrato e ha trovato ingaggi in club minori, Brasiliense e Goias, dove sarà ricordato per aver detto che la squadra era piena di “bambi” (che nello slang dei brasiliani non sta per cerbiatto, ma è il dispregiativo con cui si identificano gli omosessuali). In queste ore Vampeta cerca un contratto. Ha chiesto di allenarsi col Corinthians e gli hanno risposto che se vuole può lavorare con gli juniores. Lo hanno avvistato di recente a “Showbol”, su “Rede Tv”, per un’esibizione di calcetto: aveva una discreta pancia. Se ingrassa ancora, non lo fotografa più nessuno.






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