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Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche. Dal 1980 ad oggi.

Rodrigo Izecson Dos Santos Leite Digão
Brasilia (Brasile)
14/10/1985
Difensore
Centrale Sinistro
Sampdoria,
Milan,
Rimini,
Lecce,
Crotone
8
Accompagnatore
Con quel fenomeno di Kakà aveva in comune solo i genitori
02/02/2026
di Cristian Vitali
E’ il fratello minore di Ricardo Kakà. Punto. Finiscono qui le analogie con l’ex fantasista rossonero, mai dimenticato. Anzi no: anche lui inizia con il calcio nelle giovanili del San Paolo, e anche lui fisicamente è alto, magro e slanciato. Gioca però come difensore centrale. Il soprannome Digao deriva, come nel caso del più celebre fratello, da una storpiatura del suo vero nome: Rodrigo (cioè Digo) si è trasformato nell’accrescitivo Digao, avendo il calciatore raggiunto la notevole altezza di 194 cm. A lui va il merito di aver inventato il nomignolo per il fratello: se inizialmente fu oggetto di scherno, avrebbe poi acceso la fantasia di tutti i tifosi rossoneri di lì a venire. Nel 2004 Kakà, dopo un provino al Chiasso, riesce a farlo portare in Italia, con una “scappatoia”: viene infatti tesserato momentaneamente dalla Sampdoria (in prestito) perché il Milan aveva fatto il pieno di extracomunitari. Una volta risolto il problema, trova posto nella Primavera dei rossoneri, allenati da Franco Baresi, il quale – a suo dire – lo volle nella sua squadra: «Baresi mi ha visionato ed ha voluto che rimanessi», ebbe a dire il piccolo Digao. In rossonero credono di aver trovato un centrale dalle eccellenti doti calcistiche e con ampi margini di crescita: si dovranno ricredere. In seguito girò la voce che fu ingaggiato per accontentare la famiglia e per far sentire più a suo agio il più celebre fratello (fatto probabilmente più corrispondente alla realtà), allo scopo di rintuzzare gli attacchi di Ramon Calderon, che voleva Kakà al Real Madrid (dove comunque finirà qualche anno più tardi).
L’anno seguente decidono da concederlo in prestito a qualche club minore per farlo giocare e così, mentre Ricardo si giocava da protagonista la Champions League, Rodrigo si ritrovò a farsi le ossa calcando i campi della B con la maglia del neopromosso Rimini. Con il club romagnolo non giocherà molto, 6 presenze nel primo anno e 17 nel secondo, in cui sarà frenato da un brutto infortunio: è il 24 Febbraio 2007, uno dei tanti sabati di Serie B. Al “Romeo Neri” si gioca Rimini-Bologna, incontro che si concluderà sullo 0-0. Durante il match Digao rimedia la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Fino a quel momento evidenziò di non essere un fenomeno come lo fu il fratellone: scoordinato nella corsa e nei movimenti, probabilmente a causa del suo fisico mastodontico da “lungagnone”, fu pacifico che l’eleganza non poteva rientrare tra le sue qualità. Tuttavia, si era pur reso protagonista di qualche buona prestazione, pertanto la casa madre decide di “provarlo” con la maglia rossonera. La “prima” fu in Coppa Italia, contro il Catania a San Siro, gara persa malamente (1-2), anche a causa di diverse sue incertezze. L’esordio in Serie A invece, che resta la sua unica presenza nel campionato italiano, risale al 1° Marzo 2008, subentrando a Jankulovski, quando il Milan pareggiò 1-1 contro la Lazio.
Pochi mesi più tardi Digao finisce per prendere la strada dei vari Smoje, Beloufa e Aliyu: finisce in Belgio, precisamente allo Standard Liegi. Esperienza che però sarà da subito negativa poiché subirà nuovamente la rottura dei legamenti del ginocchio, alla prima gara disputata. Con queste premesse, il Milan lo fa rientrare in Italia, quando però Kakà ha già preso la strada per Madrid: a questo punto i destini (sportivi) dei fratelli si separano, anche perchè la dirigenza madrilena si guarda bene dall’acquistare il cartellino di Digao. Il Milan, allora, lo spedisce un po’ in giro, dopo un provino fallito al Friburgo: prima al Lecce, nuovamente nel torneo cadetto. Ma sarà l’ennesima comparsata, con appena due presenze. Poi arriva Crotone (dove non esordisce neppure) e il Penafiel, in Portogallo fino al 2011, quando arriva la (preventivata) rescissione con il Milan, per poi emigrare negli Stati Uniti, con i Red Bulls di New York nella Major League Soccer, il campionato americano di calcio. Si disse che il suo ingaggio fosse solo un’“esca” per attirare il fratello a New York, allo scopo di ingaggiarlo: ma così non fu, e anche lì Rodrigo finì per approdarvi solo da turista, visto che non gioca neppure un minuto (chissà perché), maturando l’ennesima rescissione, l’ultima, perché quella resta la sua ultima esperienza professionale, visto che deciderà, di fatto, di chiudere con il calcio a soli 27 anni. Visti i risultati, una decisione saggia. A suo tempo a «Studio Sport» disse: “Mi sento un giocatore da Milan e penso di poter trovare il mio spazio”. Del resto, è anche possibile che gli asini volino.
«Con il tempo i tifosi non mi chiameranno più solo il ‘fratello di Kaka", ma Digao»
(Digão, difensore Milan | «Adnkronos», 13/09/2007)
«I compagni mi hanno trasmesso grande serenità. Mi ha fatto piacere che l’allenatore abbia detto che nell’ultimo periodo sono migliorato parecchio. Quali sono state le parole di mio fratello? 'Vai tranquillo che sei bravo'. E’ da oltre sei mesi che mi sto allenando e so quali sono le mie possibilità. Sono convinto di poter fare bene»
(Digão, difensore Milan | «Corriere dello Sport», 19/12/2007)
«Mi trattano tutti come un giocatore qualsiasi. Nel gruppo sono uno come gli altri, non il fratello di Kakà»
(Digão, difensore Milan | «Corriere dello Sport», 19/12/2007)
«La gara con il Catania per me un’opportunità per ottenere altro spazio e io lavoro per questo. Dipende tutto da me»
(Digão, difensore Milan | «Corriere dello Sport», 19/12/2007)
«Edinho, Fabiano e Angelo mi hanno accolto bene, sono molto simpatici ed insieme contribuiremo alle fortune del Lecce»
(Digão durante la Presentazione al Lecce | «Corriere del Mezzogiorno», 02/09/2009)
«E’ qui in prova da pochi giorni e mi sembra davvero bravo. Deve risolvere due problemi: il primo è la sua somiglianza, solo nel fisico, al fratello. Kakà è un fantasista, Rodrigo un difensore centrale, all’antica, che non può permettersi di imitare il campione che ha in casa. Il secondo è l’attenzione che, per forza di cose, suscita il suo nome. Se lo lasciano tranquillo, può fare la sua strada»
(Paul Schonwetter, allenatore Chiasso, parla di Digão | «Gazzetta dello Sport», 17/08/2004)
«Qui mi trovo bene, il posto e la squadra mi piacciono. Vorrei restare qui in Svizzera, o in Italia. Comunque vicino a mio fratello»
(Digão durante un periodo di prova al Chiasso | «Gazzetta dello Sport», 17/08/2004)
«Digão ci ha impressionato nel provino della scorsa settimana, vogliamo continuare a valutarlo per il resto della stagione»
(Erik Soler, General Manager Red Bulls New York | «Datasport», 15/09/2012)
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 2003-04 | San Paolo | - | - |
| 2004-05 | Sampdoria | - | - |
| Gen. 05 | Milan | - | - |
| 2005-06 | Rimini (B) | 6 | - |
| 2006-07 | Rimini (B) | 17 | - |
| 2007-08 | Milan | 1 | - |
| 2008-09 | Standard Liegi | 1 | - |
| 2009-10 | Lecce (B) | 2 | - |
| Gen. 10 | Crotone (B) | - | - |
| 2010-11 | Penafiel | 10 | - |
| 2011-12 | Inattivo | ||
| 2012-13 | New York Red Bulls | - | - |
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