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Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche. Dal 1980 ad oggi.

Apostolos Liolidis
Salonicco (Grecia)
13/08/1977
Attaccante
Seconda Punta
Atalanta
Alzano Virescit
7
Apostolico
BIDONI
Il primo calciatore greco nella storia del club orobico
Esordisce a diciotto anni con l’Aris, club del suo paese natale, con il quale era cresciuto, ma nemmeno nel campionato greco è mai sembrato un cannoniere infallibile: come seconda punta segna infatti 38 reti in 139 gare complessive. Tuttavia, giunto a fine contratto, il proprio procuratore Said Jahjee, (che lo era anche di Dellas e Vryzas), pensando che potesse essere una buona occasione “low cost”, lo propose all’attenzione di squadre italiane di seconda fascia. Nell’Estate 2002, infatti, effettuò un provino con il Perugia, club che all’epoca era propenso a scommettere su giocatori semisconosciuti delle nazionalità più balzane (Corea, Cina, Iran, finanche Ecuador...). Tuttavia, il club di Gaucci lo scartò, ma la puzza di bruciato non arrivò dalle parti di Bergamo: l’Atalanta aveva appena interrotto le trattative per l’acquisizione del giapponese Inamoto (centrocampista dell’Arsenal che di lì a poco avrebbe fatto le fortune di Fulham e Galatasaray) e, per consolarsi, ripiegò su Liolidis il quale, essendo svincolato, arrivava a costo zero. Questo probabilmente convinse il Presidente Ruggeri, che accettò di ingaggiarlo dopo aver visionato alcuni VHS su di lui. Il greco fu il primo calciatore di questa nazionalità nella storia del club orobico), e il D.G. Zanzi ci teneva a far notare che fosse stata una precisa scelta del club, ma arrivava in realtà come una scommessa nel buio: lo dimostra l’unico anno di contratto offerto.
La curiosità sul suo arrivo fu legata al fatto che quando segnava esultava come Montella — ed arrivarono prevedibili quanto pericolosi paragoni —, e la particolarità che segnava più in Nazionale che nei club. Con l’Under 21 della Grecia, infatti, 15 gol in 27 partite, nella Nazionale A un gol in due gare. Una media da Montella, ben diversa da quella tenuta con l’Aris Salonicco, dove in campionato aveva fatto appena 5 gol in 23 partite nella stagione precedente. Il greco nelle amichevoli prestagionali sembra far intravedere cose discrete: nella prima tenutasi con una squadra di A, il Como, segna nel finale il gol vittoria, e i tifosi lo prendono in simpatia, per loro diventa “Lio-gol”, se non addirittura “il tredicesimo Apostolos”. Ma le prime buone impressioni si infrangono poi con la realtà del calcio “vero”. Esordisce in gara ufficiale il 26 Settembre 2002, contro la Samp nei sedicesimi di Coppa Italia: gioca una mezz’oretta scarsa, sostituendo Rossini nel secondo tempo. Al ritorno, il 24 Ottobre, è schierato titolare, ma la sua prestazione è a livelli disastrosi: troppe pause e insicurezze, al punto che non è sufficiente l’assist per il gol di Comandini a giustificarlo. La Sampdoria elimina l’Atalanta e al termine della gara Vavassori emette la propria sentenza: «Liolidis non è pronto per giocare in Italia». E’ una scure che si abbatte senza pietà sul giocatore greco, che da quel momento non vedrà più il campo, se non per qualche spezzone: gioca contro l’Udinese il 30 Settembre e contro il Chievo l’11 Novembre, per una miseria di appena 23 minuti complessivi. Seguirà tantissima panchina e altrettanta tribuna.
La sua prematura bocciatura, come conseguenza, porta l’Atalanta a provare a piazzarlo sul mercato nella finestra di Gennaio, proponendolo alla Salernitana nell’operazione che avrebbe portato Vignaroli a Bergamo: ma in granata non considerano il greco all’, chiedendo invece Inacio Pià come contropartita. Non riuscendo a trovare acquirenti in Italia, si valuta anche la rescissione del contratto vista un’insolita proposta proveniente dalla Cina, dell’impronunciabile (per noi) Chongqing Lifan: Apostolos va in prova per qualche giorno, ma lì c’è qualcosa che non gli garba e fa dietrofront. L’inatteso rifiuto mette l’Atalanta nelle condizioni di trovare una soluzione “last minute”, che prende corpo a pochi chilometri da Bergamo: lo prende infatti l’Alzano Virescit, all’epoca in Serie C1. Fin dalle prime gare Liolidis regala ottime giocate, esordisce con una doppietta (il 9 Febbraio, contro il Cesena), gioca con regolarità e segna, (doppietta contro il Treviso, gol pesanti contro Cittadella e Padova). In Serie C1 sembra aver trovato la sua dimensione: ma non basta. L’Alzano è in crisi, sia societaria che di risultati, e a fine stagione retrocede in C2, per poi scomparire dalla geografia calcistica, a causa di gravi problemi finanziari. Il contratto con l’Atalanta scade ed è inutile dire che non sarà rinnovato. A quel punto torna in Patria: prima il Pianionis, dove gioca poco, poi il mesto ritorno all’Aris, anche qui poche presenze complice un infortunio, quindi il Niki Volos, piccolo club della seconda divisione, e poi caduta libera nella C greca: prima con il GS Ilioupoli, quindi il Kalamata, con il quale conclude la carriera nel 2009, a soli 32 anni.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1983-86 | Aris Salonicco | 138 | 39 |
| 2002-03 | Atalanta | 2 | - |
| Gen. 03 | Alzano Virescit (C1) | 12 | 7 |
| 2003-04 | Panionios | 9 | 1 |
| Gen. 04 | Aris Salonicco | 12 | - |
| 2005-06 | Niki Volos (B) | 22 | 2 |
| 2006-08 | GS Ilioupoli (C) | 27 | 3 |
| 2008-09 | Kalamata (C) |
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