
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Il freddo e anonimo precedessore del nipponico Nakata
Ecco un buon giocatore russo, dai piedi buoni ma dal fisico minuto. Nel 1997 viene eletto giocatore dell’anno in Patria e si attira le attenzioni della Roma, che lo porta a giocare nella Serie A italiana: ma è una delusione, perché il suo rendimento non sarà mai in linea alle aspettative. Si segnalerà per una tripletta al Vitoria Setubal in Coppa Uefa, e poco altro. Oltre al campionato italiano, con la maglia capitolina totalizzerà 6 presenze e 1 rete in Coppa Italia e 9 partite e 4 gol in Uefa. Dopo una prima stagione non del tutto convincente, al suo secondo anno in giallorosso viene inserito nello scambio di mercato con il Perugia che prevede il passaggio alla Roma di Hidetoshi Nakata – designato a sostituirlo nello scacchiere capitolino – ed il prestito del giocatore russo alla società umbra. Anche in biancorosso non desterà grande impressione, tanto che a fine stagione anche il vulcanico Gaucci lo ritiene un peso e lo scarica al Porto, dove, sotto la guida del futuro allenatore del Chelsea Mourihno, diventa il primo calciatore russo nella storia a vincere sia la Coppa Uefa (nel 2003) che la tanto ambita Champion’s League (nel 2004). segnando nelle finali di entrambe le competizioni, cosa che è riuscita solo a lui e Steven Gerrard. In seguito al passaggio di Mourihno dal Porto alla corte di Abramovich, anche Alenitchev decide di cambiare aria rientrando in Russia per finire la carriera nella squadra che lo aveva dapprima lanciato nel grande calcio per poi renderlo famoso e apprezzato anche all’estero, lo Spartak Mosca. Ma anche a casa sua le cose non andranno come avrebbe voluto: sulla panchina dello Spartak si siede Aleksandr Starkov, ex tecnico della Nazionale lettone che agli Europei in Portogallo aveva molto impressionato. Il rapporto tra i due diventa ben presto burrascoso in seguito ad un infortunio accaduto al giocatore nel corso del campionato, che gli fa perdere il posto di titolare, anche quando tornerà a pieni regimi. Nel corso del 2006, quindi, Alenichev rilascerà un’intervista al quotidiano sportivo “Sport Express”, nella quale l’ex romanista spara a zero su Starkov sollevando un grosso polverone anche a livello dirigenziale. Con la Nazionale della Russia ha raccolto 54 presenze e segnato 6 gol, prima di appendere le scarpe al chiodo nell’estate del 2006.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1991-94 | Lokomotiv Mosca | 69 | 6 |
| 1995-98 | Spartak Mosca | 122 | 18 |
| 1998-99 | Roma | 21 | 1 |
| 1999-00 | Roma | 7 | 1 |
| gen. 00 | Perugia | 15 | - |
| 2000-04 | Porto | 84 | 12 |
| 2004-06 | Spartak Mosca | 21 | 3 |