
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Un vero becchino poco appariscente e dalla risata facile
Il suo primo passaggio in Italia non è stato certo esaltante: il Parma lo ha utilizzato poco e male, lui poi era giovane e non ha fatto poi molto per cambiare questa situazione. Giunto grazie a una buona fama costruita in Brasile, Alexandre Da Silva Mariano, per tutti in Brasile semplicemente Amaral, in Emilia ha però avuto problemi di natura essenzialmente tecnica, non trovandosi a suo agio nel nostro campionato: Ancelotti lo visionò alle Olimpiadi – dove vinse la Medaglia di Bronzo – e avallò il suo arrivo, salvo impiegarlo in un ruolo non suo: se infatti in nazionale giocava centrale, l’allenatore parmigiano lo impiegò sulla fascia destra, facendolo sempre partire dalla panchina.
Così la Parmalat, proprietaria del suo cartellino, ha deciso di cederlo. Torna in Italia nel 2000, con molta più esperienza sulle spalle, allorquando una Fiorentina prossima allo sbando (retrocederà in B per poi fallire nel 2002) lo ingaggia per mettere ordine a centrocampo. Lo presenta Giancarlo Antognoni: «Amaral è un buon giocatore, sono convinto che ci farà molto comodo». Sbagliando nettamente i suoi calcoli: gli anni passano ma anche in Toscana la musica non cambia. C’è da dire che però è stato anche sfortunato, visto che si è fatto male gravemente già alla prima amichevole disputata in maglia viola ed è stato costretto ad un lungo stop. Tuttavia, tornato in forma, non ha convinto, giocando pochissimo nella sua prima stagione a Firenze, quando la squadra era perlomeno decente, e con continuità nella seconda, ma quando era ormai destinata ad un tragico destino (leggasi fallimento).
Da lì in poi vivacchierà senza mai convincere in vari club tra Turchia, Polonia e Brasile. Di famiglia poverissima, raccontò che a casa sua non c’era luce, non c’era nulla da mangiare, nulla con cui vestirsi, e non poteva neppure studiare, del resto comprare penne o quaderni era impossibile. Pertanto, trovò lavoro in un’impresa funebre. Preparava i morti per la sepoltura: lavava loro il viso, metteva il cotone nel naso, li vestiva, insomma un “becchino” in piena regola. Storie di ordinaria povertà. Eppure a Firenze evidenziò un carattere estroverso, era sempre allego e col sorriso sulle labbra, l’atteggiamento scanzonato di chi nella vita le ha viste davvero tutte, dei chi ha toccato il fondo, ha visto il peggio ed è preparato a tutto. D’accordo, ma con due piedi come i suoi che cosa avrà mai da ridere?
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1992-96 | Palmeiras | 59 | 1 |
| 1996-97 | Parma | 4 | - |
| nov. 96 | Benfica | 19 | - |
| gen. 97 | Palmeiras | 22 | - |
| 1997-98 | Benfica | 5 | - |
| gen. 98 | Corinthias | 18 | - |
| gen. 99 | Vasco da Gama | 18 | - |
| 2000-01 | Fiorentina | 8 | - |
| 2001-02 | Fiorentina | 25 | - |
| 2002-03 | Besiktas | 11 | - |
| gen. 03 | Gremio | 14 | - |
| 2003-04 | Al Ittihad | - | - |
| gen. 04 | Vitoria Bahia | 9 | - |
| gen. 05 | Atletico Mineiro | 18 | - |
| 2005-07 | Pogon Stettino | 16 | 1 |
| gen. 07 | Santa Cruz | 14 | - |
| gen. 08 | Barueri | ||
| 2008-09 | Perth Glory | 7 | - |
| 2009-11 | Catanduvense | ||
| gen. 11 | Manado United |