
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Un libero stagionato, lento ed impacciato per il Brescia
In seguito alla sentenza Bosman la moda straniera, negli anni 90, contagiò anche la Serie B. Spesso non serviva a niente, forse a vendere qualche abbonamento in più; fatto sta che le varie società si buttarono a capofitto sul mercato estero, con tutti i rischi che questo poteva comportare. Il Brescia nel 1996 volò in Germania per assicurarsi le prestazioni di Manfred Binz, 30 anni, libero e leader indiscusso dell’Eintracht di Francoforte, con il quale vinse solo una Coppa di Germania nel 1988, in oltre 10 anni di militanza. Aveva un discreto curriculum, visto che con la Nazionale tedesca (per lui 14 presenze e 1 rete tra il 1990 e il 1992) divenne vicecampione d’Europa in Danimarca, ma non ebbe molta fortuna poiché diversi suoi errori a distanza di poco tempo di fatto lo allontanarono dal grande giro. Nel 1996, complice il suo difficile rapporto con l’allenatore della squadra, accettò l’offerta del Brescia. In Lombardia lo stagionato Binz giocò da titolare in Serie B, realizzando 3 reti e conquistando la promozione. Prontamente confermato, giocò alcune partite in Serie A per poi decidere di tornare nel suo paese: «Ho un’offerta da prendere al volo» – disse. E non aveva tutti i torti: lo voleva niente meno che il Borussia Dortmund, fresco di vittoria in Champion’s League ai danni della Juventus. A 32 anni, certi treni passano una volta sola nella vita. A spingerlo verso questa decisione contribuì anche le difficoltà ad integrarsi dei due piccoli figli, che piangevano ogni sera. Ma siamo sicuri che non piangessero perché guardavano il papà giocare alla televisione? «Io e mia moglie abbiamo valutato l’ipotesi di tornare a casa già sei mesi fa, ma allora non avevo richieste in Bundesliga. Ora l’offerta è arrivata e la voglio prendere al volo». La dirigenza del Brescia si disse delusa dalla decisione di Binz, ma il Presidente Corioni sapeva benissimo che trattenerlo sarebbe stato controproducente: le sue ultime, negative prestazioni bastavano ed avanzavano a far suonare l’allarme. Il suo approccio con la Serie A non fu positivo – era lento ed impacciato, quasi appesantito – quindi trattenerlo controvoglia sarebbe equivalso a una lunga serie di brutte figure. Tuttavia, a Dortmund non riesce a trovare spazio e allora, pur di giocare, scende nella Serie B tedesca. Nel 2003 chiude la sua carriera nella sezione dilettantistica dell’Eintracht, per poi diventare l’anno successivo il Vice-Presidente della squadra del Kickers Offenbach. Così i suoi figli avranno finalmente smesso di piangere.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1984-96 | Eintracht Francoforte | 336 | 26 |
| 1996-97 | Brescia (B) | 36 | 3 |
| 1997-98 | Brescia | 8 | - |
| gen. 98 | Borussia Dortmund | 13 | - |
| gen. 00 | Kickers Offenbach (B) | 68 | 7 |
| gen. 03 | Eintracht (D) | 8 | - |