
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Un fragile e anonimo francesino: un’entità ectoplasmica
Il 1998 è l’anno dei francesi, visto che vincono per la prima volta nella loro storia i Mondiali e i cui “gioielli” sono contesi dalle più blasonate squadre europee. Anche la Juventus quindi, che per tradizione di francesi se ne intende – vedi Platini e Zidane – decide di puntare su qualche campioncino d’oltralpe, ma stranamente ingaggia Jocelyn Blanchard, uno che i Mondiali li ha visti da casa, ma che comunque era considerato un valido gregario. Tra l’altro vinse nel 1996 la Coppa di Lega francese con la maglia del Metz. L’esperienza in bianconero di questo centrocampista destro, ma utilizzabile anche come centrale, inizia bene: nel precampionato realizza il gol della bandiera nella partita amichevole persa per 2 a 1 contro il Newcastle. Tuttavia, proseguirà molto peggio: lento e inadeguato, timido ed impacciato, alla fine racimola 12 presenze in campionato, 6 in Coppa Italia, 3 in Champion’s League, nessuna rete realizzata, tanta panchina e poche prestazioni decenti. Con un bilancio del genere, tale da cadere nell’anonimato, ecco che alla fine della stagione arriva una cessione annunciata, al Lens (si dice addirittura ad un prezzo superiore a quello pagato). Dal 2003 fa parte della squadra titolare dell’Austria Vienna, con cui ha vinto il campionato austriaco nella stagione 2005/06.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1992-95 | USL Dunkerque | 106 | 10 |
| 1995-98 | Metz | 108 | 9 |
| 1998-99 | Juventus | 12 | - |
| 1999-03 | Lens | 127 | 3 |
| 2003-08 | Austria Vienna | 152 | 8 |