
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Pochi sussulti per il primo tunisino a giocare in Europa
Bouzaiene è cresciuto calcisticamente in Francia, dove ha avuto una carriera tutto sommato dignitosa, visto che ha giocato da titolare per diversi anni nella seconda divisione transalpina, con oltre duecento presenze complessive, prima al Laval e poi nel più conosciuto Chateauroux, con il quale nel 1997 ha conquistato la promozione in prima divisione. Ma non era cosa per lui: l’anno seguente esordisce nella massima Serie francese ma gioca appena 3 gare, e a fine stagione torna mestamente in Patria. Nel Laval faceva la seconda punta: piccolo, leggero, veloce, era la spalla ideale del centravanti di peso. Con il passare degli anni ha arretrato il proprio raggio d'azione, tanto da finire addirittura a fare il terzino. E’ stato uno dei primi tunisini ad approdare in Europa, rimanendovi a lungo: e lo status di professionista gli ha fatto guadagnare la Nazionale. Raouf era in campo nella “tragica” Coppa d’Africa del 1994, quando la Tunisia, paese organizzatore, uscì dopo solo due gare eliminata da Zaire e Mali. Una tragedia nazionale che a Bouzaiene costò il posto per parecchio tempo. Non fa in tempo ad esordire nella Serie A francese, che al termine della stagione firma con il Club Africain di Tunisi. Scelta infelice, perché i grandi rivali del club della Capitale, i sangueoro dell’Esperance, si avviavano a vincere quattro titoli consecutivi. Al Club Africain non restava che la Coppa nazionale, che Bouzaiene ha perso contro l’Esperance in finale nel 1999 e poi vinto nel 2000.
Ragazzo sveglio, simpatico, grande comunicatore, è da considerarsi il classico uomo spogliatoio; Scoglio lo ha sempre considerato una specie di allenatore in campo, una pedina fondamentale. Henryk Kasperczak, il polacco che ha guidato la Tunisia prima del “Professore”, al contrario non lo vedeva, e infatti decise di non portarlo a Francia 98. Cacciato Kasperczak, con Scoglio Bouzaiene è tornato in Nazionale, e nella Coppa d’Africa del 2000 era l’unico del Club Africain tra i 22 convocati. Il disaccordo economico con il club di Tunisi sul rinnovo del contratto lo portò paradossalmente a Genova a costo zero. Una curiosità: nel Mondiale 2002 ha segnato l’unico gol della sua Nazionale, su punizione. Arrivò al Genoa a 30 anni, consapevole di giocarsi l’occasione più importante della sua vita. Scoglio lo utilizzerà prevalentemente come esterno di centrocampo, e anche dopo l’esonero del “Professore” non giocherà tanto male, ma comunque sarà travolto dal grigiore della pessima annata dei grifoni. Se ne tornerà in Patria al termine della stagione seguente quando, a 34 anni, non avrà più niente da dare. Non che avesse dato molto, ma meglio che niente.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1990-95 | Laval (B) | 130 | 22 |
| 1995-97 | Chateauroux (B) | 75 | 6 |
| 1997-98 | Chateauroux (A) | 3 | - |
| 1998-01 | Club Africain | ||
| 2001-02 | Genoa (B) | 19 | - |
| 2002-03 | Genoa (B) | 28 | 1 |
| 2003-04 | Etoile Du Sahel |