Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche. Dal 1980 ad oggi.


Borislav Cvetkovic con la maglia dell'Ascoli (1989)
Borislav Cvetkovic

Luogo di Nascita:
Karlovac (Croazia)

Data di Nascita:
30/09/1962

Ruolo:
Centrocampista

Posizione:
Ala Sinistra

Squadre:
Ascoli,
Maceratese,
Casertana

Voto al Bidone:
7

In una parola:
-


Borislav Cvetkovic


Protagonista del vertiginoso salto indietro dalla A alla D



Borislav Cvetkovic all'Ascoli nel 1988 Classica Ala – spesso impiegato anche come rifinitore – esordisce nell’allora campionato jugoslavo nel 1980, diventando ben presto uno dei pilastri del centrocampo. Nel 1986 si trasferisce alla Stella Rossa, affermandosi così anche in ambito internazionale – dopo aver vinto 2 Scudetti e 1 Coppa di Jugoslavia – grazie alla partecipazione della sua squadra alla Coppa dei Campioni, la massima rassegna continentale, conquistando pure il titolo di capocannoniere della manifestazione nel 1987, con ben 7 reti realizzate. L’anno seguente, con questo interessante biglietto da visita, viene ingaggiato dall’Ascoli, dove gioca per tre anni, tutti in Serie A. Nel campionato italiano gioca abbastanza bene, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Anguilla di Karlovac”, per la sua abilità, già vista in Patria, nello “sgusciare” tra le difese avversarie. Aveva dei “numeri”, tuttavia, nel 1991, verso il finale di stagione, si infortunò gravemente, tanto da essere costretto a restare fermo per un anno. L’Ascoli lo lasciò libero, e dopo un intero campionato passato a leccarsi le ferite, si guardò intorno, si sentì abbandonato e dimenticato da tutti, e arrivò a firmare per la Maceratese, che nel 1992 si apprestava a disputare il campionato di Serie D. Da Ascoli Piceno a Macerata: geograficamente parlando molto vicine, ma da un punto di vista calcistico decisamente agli antipodi. Dalla Serie A alla D nel giro di un solo anno: se non è un record, poco ci manca. Un salto all’indietro che, per un giocatore che aveva anche collezionato 14 presenze con 2 reti – dal 1983 al 1988 – con la maglia della Nazionale della Jugoslavia, aveva il sapore della fine, forse un pochino prematura. Il giorno del suo esordio con la maglia della Maceratese, i tifosi in curva attaccarono uno striscione: “Una punta di diamante per una squadra di gioielli”. Un entusiasmo più che giustificato, per una squadra di Serie D. Però, nonostante le sue ottime giocate di cui fu protagonista, in tutto l’arco del campionato segnò 8 gol: ci si sarebbe aspettato di più da un giocatore che, pur provenendo da un anno di inattività, era solito calcare palcoscenici molto, ma molto più prestigiosi. Così, nel 1993 passa alla Casertana, che proveniva dal campionato di Serie B – culminato con la retrocessione in C1 – ma il fallimento dei campani a fine stagione determinò l’iscrizione della società alla Serie D. Un’altra stagione fatta di luci ed ombre, fino alla decisione di chiudere in Patria, nell’ambiguo Borac Cacak, dove spende gli ultimi spiccioli della carriera.

AGGIORNAMENTI — Dopo il ritiro resta in Croazia e nella stagione 2005/06 diventa Assistente Tecnico di Walter Zenga nella Stella Rossa di Belgrado.

Stagione Squadra Presenze Reti
1980-86 Dinamo Zagabria 151 44
1986-88 Stella Rossa 60 17
1988-89 Ascoli 32 6
1989-90 Ascoli 29 7
1990-91 Ascoli 23 7
1991-92 Inattivo
1992-93 Maceratese (D) 26 8
1993-94 Casertana (D) 19 6
1994-95 Borac Cacak 7 1