
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Il calciatore-pugile, perfetto per gestire un Night Club
Diawara fece parte della campagna acquisti messa in atto dal Presidente Vidulich e dal Direttore Sportivo Pavarese, in seguito alla promozione in Serie A dei granata. Messosi in luce giovanissimo nel Le Havre, fu poi acquistato dal Monaco, la prestigiosa squadra del Principato, dove però era un semplice comprimario. Ha una cicatrice gli scende da sotto l’occhio destro fino all’orecchio (ricordo di una rissa in Discoteca), e il naso grande, schiacciato, da pugile. Appunto. Una descrizione fisica che corrisponde alle attitudini non certo “paciose” del giocatore, che finiranno per segnare maledettamente la sua carriera. Proprio a Montecarlo successe un fatto che avrebbe dovuto far riflettere i dirigenti granata, prima di propendere per il suo acquisto. Una sera di Maggio del 1998 il Monaco, al cospetto del Principe Ranieri, veniva eliminato dalla Champion’s League dalla Juventus, all’epoca squadra poco trattabile. Quella sera il senegalese si mette in mostra, ma non certo positivamente. C’è da premettere che nella gara di andata al “Delle Alpi” Diawara commise fallo in area su Filippo Inzaghi, provocando il conseguente calcio di rigore. Forse memore di questo, Djiblil si è vendicato nella sfida di ritorno, giocata al “Luis II” di Montecarlo, spaccando il labbro all’attaccante piacentino con una gomitata. La cosa, compiuta ai danni di uno juventino, probabilmente piacque molto ai dirigenti del Torino che, forti del ritorno in Serie A, lo convinsero a vestire la maglia granata, quasi sicuramente per estendere i suoi “dispetti” anche ad altri giocatori bianconeri. Tuttavia, da noi non giocò bene, e si rese protagonista di un altro episodio da dimenticare: all’inizio del 2000, durante un Bari-Torino, già innervosito dai cori razzisti, Diawara fu colpito duramente al naso dal giocatore avversario Del Grosso, al che si scagliò contro Garzya credendolo autore del fallo, sputandogli in faccia e colpendolo con un calcio ad una gamba. Arrivò anche a spintonare violentemente un rappresentante dello staff societario pugliese. Si beccò quindi ben 4 giornate di squalifica dal Giudice Sportivo. Dopo essere retrocesso in B, quella che doveva essere la stagione del riscatto (peraltro in una serie inferiore, dove poteva far prevalere la sua pur limitata tecnica), fu invece l’anno del definitivo crollo. Appena 7 presenze, e la minacciosa etichetta di giocatore “scomodo”, da dirottare altrove. La dirigenza granata nell’estate del 2001 riuscì, con un gioco di prestigio, a piazzare in prestito il giocatore al Bolton, club neopromosso in Premier League. Incredibilmente, lì il giocatore fu accolto quasi come il salvatore della Patria: il tecnico della squadra inglese, Sam Allardyce, si disse contentissimo di averlo a sua disposizione, affermando addirittura che «Ha tutto per sfondare nella Premiership». Forse intendeva che aveva il pugno giusto per sfondare il naso a qualcuno. Del resto, la sua avventura inglese seguì quasi pedissequamente quella italiana, e alla fine la dirigenza preferì rescindere il contratto con il senegalese, reo di non aver rispettato alcune regole fondamentali, come quelle di non bere alcool prima delle partite e di non far tardi la sera prima degli impegni agonistici. Tornato quindi con la forza a Torino il 30 Gennaio 2002, la dirigenza granata, che non voleva certo riprenderselo, nelle ultime ore del calciomercato di Gennaio riuscì a sbolognarlo alla prima squadra disposta a prenderselo, che fu il Cosenza, che militava in Serie B. Djiblil non poteva più permettersi il lusso di potersi scegliere la squadra in cui poter giocare: era già un miracolo che si riuscì a trovare qualcuno disposto ad ingaggiarlo! Anche in Calabria, tanto per cambiare, non riesce ad imporsi e quindi, ritrovato il lume della ragione – dopo l’ennesima stagione da dimenticare – decide saggiamente di ritirarsi, all’età di 27 anni, risparmiando così ai tifosi, presenti e futuri, altre folli ed insani gesti. Dicono che, una volta appese le scarpe al chiodo, abbia preso in gestione un Night Club; sicuramente un ambiente molto più consono al carattere di un giocatore che scambiava una partita di calcio per un incontro di Boxe. Inguaribile cafone.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1993-97 | Le Havre | 58 | 1 |
| 1997-99 | Monaco | 24 | - |
| 1999-00 | Torino | 14 | - |
| 2000-01 | Torino (B) | 7 | - |
| 2001-02 | Bolton Wanderers | 9 | - |
| gen. 02 | Cosenza (B) | 8 | 1 |