
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Il suo ingaggio determinò l’embargo dal mercato estero
Ecco un calciatore il cui nome identifica perfettamente la sua origine teutonica: uno che si chiama Dittgen non può che essere tedesco. E come il nome, anche il suo fisico aveva tutte le “dure” caratteristiche germaniche: Mark era uno “stangone” di 1,90 cm, un vero panzer che però in rosanero verrà ricordato per tutto, tranne che per quello che fece in campo. In quel Palermo in disgrazia, precipitato in C1, non poteva che essere l’espressione infelice della pessima gestione del club siciliano: durante quella stagione realizzerà appena 2 gol in 21 partite di campionato. Il suo unico acuto si materializza nel Gennaio del 1998, quando segnò un gol di potenza negli Ottavi di finale della Coppa Italia di Serie C. Fu una rete decisiva, tra l’altro realizzata in un derby vinto con l’Atletico Catania per 1-0 che, alla luce del pareggio per 1-1 ottenuto nella gara di andata, valse in pieno il passaggio del turno per la sua squadra. Dicono che addirittura arrivò a litigare con la gelosissima moglie, che non si spiegava come mai il marito tornasse sempre tardi dagli allenamenti. In realtà sembra che Dittgen venisse ulteriormente trattenuto oltre i consueti orari dal mister Arcoleo, per un’ulteriore seduta finalizzata a migliorare il suo colpo di testa. Ma ogni sforzo fu vano. A conti fatti, il suo trasferimento causò più danni che benefici, poiché il suo ingaggio dal San Gallo fu un travaglio. L’allora Presidente rosanero Giovanni Ferrara non onorò il debito contratto con gli svizzeri per il suo acquisto, fissato a 800 milioni di Lire, per cui intervenne addirittura la Fifa che multò il Palermo, negandogli di fatto la possibilità di effettuare acquisti di giocatori stranieri per due anni. Solo con l’avvento di Zamparini questa famigerata pendenza economica contratta con gli svizzeri fu definitivamente conclusa. Chiuso il “magro” affare Dittgen, quindi, per la società siciliana si sono riaperte le porte del mercato internazionale. Un nome, quello del tedesco, che era diventata per i rosanero una maledizione. E con la sua cancellazione tutti in società tirarono un sospiro di sollievo.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1992-94 | Kaiserslautern | 4 | - |
| 1994-95 | Dinamo Dresda | 19 | 3 |
| 1995-96 | Young Boys | ||
| 1996-97 | San Gallo | ||
| 1997-98 | Palermo (C1) | 21 | 2 |
| 1998-99 | VFB Leipzig (C) | ||
| 1999-01 | Chemnitzer FC (B) | 43 | 10 |
| 2001-02 | Waldhof Mannheim (B) | 6 | - |
| 2002-03 | FC Rot-Weiss Erfurt (C) | 23 | 5 |