
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Professionista simpatico ed esemplare con scarsa vena
Il simpatico Johnny Ekstroem è uno di quei calciatori che non si sa bene come definire: se un buon giocatore che ha disputato una carriera al di sopra delle proprie effettive capacità, oppure uno di quei campioni annunciati che però non riescano mai a “sbocciare” definitivamente, diventando quindi la classica promessa non mantenuta. L’idea che nell’immaginario collettivo si ha del buon Johnny in Italia non è assolutamente negativa – anche perché dimostrò di essere una brava persona, che sapeva farsi voler bene, senza dar mai adito a polemiche, da perfetto professionista – tuttavia i numeri non parlano certo in suo favore. Riassumendo, in tre stagioni nel campionato italiano, da attaccante, ha segnato solo 9 gol, e non era certo una seconda scelta. Ad Empoli per lui ci furono poche luci e molte ombre. La sua partita più ricordata è indubbiamente quel mitico Empoli-Juventus finito 1-0 per i toscani, con un suo gol decisivo: il semi-sconosciuto centravanti svedese, nella stagione 1987/88, guidò il piccolo Empoli – da circa un anno affacciatosi per la prima volta nella sua storia nel massimo palcoscenico calcistico – a vincere contro la temibile Juventus di Ian Rush. Quell’anno fu la sua migliore stagione a livello personale in Italia (con 5 gol, pensa te), ma i biancazzurri scesero in Serie B, all’ultimo posto. Tuttavia, la sua grinta e il suo impegno non passarono inosservati, tant’è che lo acquistò nientemeno che il Bayern di Monaco, dove rimase per una stagione impreziosita da 7 reti. Dopo una parentesi in Francia, tornò a segnare in Patria, nel suo IFK. Da lì riprese la via dell’Italia: chi lo volle fu probabilmente abbagliato dall’ottima vena realizzativa messa in mostra nelle ultime due stagioni (ma in Svezia però). Andò alla neopromossa Reggiana: coincidenza volle che anche in quel caso – come anni prima all’Empoli – capitò in una squadra che si apprestava a giocare nel massimo campionato per la prima volta nella sua storia. Tuttavia, l’esperienza emiliana di Johnny sarà un mezzo fiasco: non si sa se per problemi fisici, o incomprensioni con l’allenatore, o per precise scelte tecniche, fatto sta che in quella stagione il bomber svedese gioca solo 9 gare e realizza 1 gol, diventando in breve, un vero oggetto misterioso. Lasciata nuovamente l’Italia, gioca un paio d’anni in Germania, poi il simpatico Johhny torna all’ovile per giocare qualche manciata di minuti nell’IFK di Goteborg. E’ rimasto comunque legato all’Italia, anche perché si è sposato con Marinella, una ragazza toscana conosciuta ai tempi d’oro vissuti in Toscana.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1984-86 | IFK Goteborg | 49 | 23 |
| 1986-87 | Empoli | 24 | 3 |
| 1987-88 | Empoli | 29 | 5 |
| 1988-89 | Bayern Monaco | 23 | 7 |
| 1989-91 | Cannes | 35 | 4 |
| gen. 91 | IFK Goteborg | 34 | 19 |
| 1993-94 | Reggiana | 9 | 1 |
| 1994-95 | Dinamo Dresda | 30 | 7 |
| 1995-97 | Eintracht Francoforte | 34 | 7 |
| 1997-98 | IFK Goteborg | 8 | 1 |