
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Lo preferirono a Ivan Zamorano, futura stella madrilena
Correva l’estate del 1988, il Bologna aveva appena conquistato il ritorno in Serie A con Maifredi in panchina, e allora, per affrontare al meglio l’impegnativo campionato, l’allora Direttore Sportivo dei felsinei Nello Governato si mette alla ricerca di qualche fuoriclasse sudamericano per rinforzare la squadra. Parte quindi per il Cile, e riesce ad opzionare due giocatori: uno famoso e considerato quasi un mito in Patria, l’altro giovane rampante ma perfetto sconosciuto. Il primo rispondeva al nome di Hugo Rubio, stella del Colo Colo, che qualche giornalista locale aveva addirittura definito “Maradona delle Ande”, mentre il secondo era un certo Ivan Zamorano, di sette anni più giovane di Rubio, sconosciuto bomber del meno blasonato Cobresal. Tuttavia, alla fine, dopo qualche allenamento, si decide di acquistarli entrambi, ma uno solo sarà destinato a vestire la maglia rossoblu, e per la scelta finale pesano molto i giudizi raccolti in loco: pare che a Zamorano fin da piccolo gli avessero sconsigliato di giocare a calcio per via della sua debolezza fisica. Pertanto, Maifredi opta per la scelta più facile: l’affermato Rubio nuovo leader rossoblu, mentre l’anonimo Zamorano scartato in tutta fretta. E’ così che si consuma una della più clamorose sviste calcistiche mai viste in Italia. Infatti, com’è noto a tutti, se Zamorano, che fu spedito in prestito al San Gallo in Svizzera, si prese la sua rivincita, diventando in pochi anni uno dei più forti centravanti al mondo a suon di gol (dopo il biennio elvetico si trasferì in Spagna, prima al Siviglia e poi al Real Madrid, per poi tornare anche in Italia, all’Inter, da protagonista), Rubio invece, detto “Passero” per similitudine della sua rapida e corta falcata con la quale era solito puntare gli avversari quando attaccava irresistibile sulla fascia sinistra – ma questo solo in Patria – giunto in Emilia, subì un’inspiegabile involuzione che da inutile lo porterà ad essere addirittura dannoso per la squadra. All’inizio del campionato, durante un gara di Coppa Italia, si infortunò al ginocchio, restando ai box diversi mesi, ma poi, pur pienamente ristabilitosi, deluse completamente le attese. Le sue apparizioni si diradarono sempre di più fino a riassumersi in un bilancio sconcertante: 14 presenze e nessun gol! Come naturale conseguenza, a giochi fatti fu rispedito senza rimpianti in Cile, dove rimase per tutto il resto della carriera. Oggi fa il procuratore sportivo e gestisce gli interessi di molti giocatori, tra cui alcune nostre vecchie conoscenze del calibro di Hector Tapia e Mauricio Pinilla. E come se non bastasse, gestisce anche una scuola calcio a Santiago, assieme a Claudio Borghi, un altro della lista.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1979-80 | Rangers Talca | ||
| 1981-85 | Cobreloa Calama | ||
| 1985-86 | Malaga (B) | ||
| 1986-88 | Colo Colo | ||
| 1988-89 | Bologna | 14 | - |
| 1989-91 | San Gallo | ||
| 1991-94 | Colo Colo | ||
| gen. 94 | Union Espanola | ||
| 1994-96 | Colo Colo |