calciobidoni.it

Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche

Ciriaco Sforza all'Inter
Ciriaco Sforza

Luogo di Nascita:
Wohlen (Svizzera)

Data di Nascita:
02/03/1970

Ruolo:
Centrocampista

Posizione:
Regista

Squadra:
Inter

Voto al Bidone:
7,5

Ciriaco Sforza


Sarà ricordato solo per una misera citazione al cinema



Ciriaco Sforza in maglia nerazzurra Di evidenti origini italiane, precisamente di Avellino – il suo cognome parla chiaro – iniziò la carriera da professionista con l’Aarau, per poi passare nel 1990 al più blasonato club del Grasshoppers, che divenne per lui il trampolino di lancio verso la Germania. Le sue buone prestazioni gli valsero infatti nel 1993 la chiamata del Kaiserslautern, che sborsò 2 miliardi di Lire per ingaggiarlo. In quello stesso anno, infatti, è stato nominato “Giocatore svizzero dell’anno”. Dopo due stagioni, nel 1995 passa al prestigioso Bayern Monaco. Nell’Agosto del 1996 Moratti, Presidente dell’Inter, accontenta l’allenatore svizzero Roy Hodgson, che vuole a tutti i costi il centrocampista svizzero in nerazzurro: contratto di 3 anni da 600 milioni a stagione, e 5 miliardi al Bayern per il costo del cartellino. Ventisei anni, svizzero ma con doppio passaporto, e quindi tesserabile come comunitario, è da sempre stato un pupillo del tecnico inglese, che lo ha allenato anche nella Nazionale elvetica. Il suo compito designato doveva essere quello di mettere ordine al centrocampo dell’Inter: farà invece ancor più confusione. Lento e statico, non aveva neanche molto senso della posizione: il piccolo regista, nonostante l’origine italiana, non riuscì infatti ad adattarsi ai ritmi della nostra Serie A. Rimase solo un anno: giocò 26 partite con 1 gol in campionato (nella gara d’esordio, vinta a Udine), 11 gare e 3 reti in Coppa Uefa, e 3 presenze in Coppa Italia. La sua ultima gara in nerazzurro coincide con la funesta finale di Uefa persa ai rigori il 21 Maggio 1997 contro lo Shalke 04. Torna quindi al Kaiserslautern, il club che ha maggiormente contrassegnato la sua attività, dove vi gioca fino al termine della carriera, inframmezzata da due stagioni come “cavallo di ritorno” al Bayern. Con la Nazionale della Svizzera ha raccolto 79 gettoni e 7 reti, dal 1991 al 2001. Nella sua ultima stagione da giocatore disputa solo 7 gare, poiché litiga con l’allenatore del Kaiserslautern Michael Henke; pertanto, il 18 Ottobre 2005 rescinde il contratto, con 8 mesi di anticipo dalla scadenza, e resta inattivo fino al termine della stagione, quando annuncia il suo ritiro ufficiale per diventare immediatamente allenatore, chiamato dalla dirigenza del Lucerna. E’ rimasto nella memoria dei tifosi nerazzurri più che altro per essere stato citato nel film del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo “Tre uomini e una gamba”. La scena: i tre si trovano in Ospedale a causa di un malore di Giacomo, che viene ricoverato. Ad un certo punto esce dalla stanza per andare in bagno, e indossa una maglia da gioco dell’Inter – per l’occasione usata come pigiama – che riporta proprio il nome di Sforza. Giovanni: «Ma si può andare a dormire con la maglietta di Sforza? ». E Aldo: «Eh, quella di Ronaldo era finita». Memorabile. Sarà ancora ricordato a lungo più per questa sua citazione nel film che per quello che fece vedere in quel di “San Siro”.

Stagione Squadra Presenze Reti
1989-90 Aarau 22 3
1990-93 Grasshoppers 75 7
1993-95 Kaiserslautern 61 15
1995-96 Bayern Monaco 30 2
1996-97 Inter 26 1
1997-00 Kaiserslautern 91 4
2000-02 Bayern Monaco 35 1
2002-06 Kaiserslautern 47 1

2006 calciobidoni.it - Tutti i bidoni del calcio italiano

calciobidoni@libero.it