
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Un bolso centravanti in sovrappeso preferito ad Asprilla
Dopo diverse stagioni trascorse in nerazzurro – e tutte alquanto redditizie – a Claudio Caniggia, nell’estate del 1992 le offerte non mancavano: pertanto accettò il corteggiamento della Roma e andò a giocare nella Capitale. Per sostituirlo, i dirigenti atalantini – con a capo il famigerato Presidente Percassi – ripiegarono su un giovane e prolifico centravanti colombiano, tale Ivan Renè Valenciano. Capocannoniere del girone sudamericano di qualificazione alle Olimpiadi, proveniva dal Junior Barranquilla, con il quale aveva segnato 44 reti in quattro stagioni. In quegli anni per la Colombia era un periodo felice, visto che la Nazionale, che poteva annoverare tra le sue fila un portiere a dir poco estroso ma efficace come Higuita, riuscì a qualificarsi sia ai Mondiali 1990 che a quelli successivi del 1994, e che in una gara riuscì addirittura nell’impresa di sconfiggere per 5-0 l’Argentina a Buenos Aires! Pare che sul taccuino degli osservatore nerazzurri ci fosse anche un certo Asprilla, che però alla fine, perse il ballottaggio con Valenciano, che arrivò quindi a Bergamo sull’onda dell’entusiasmo di questi ottimi risultati ottenuti dal “fenomeno” Colombia. Tuttavia, fu accolto da un alone di ovvio e giustificato scetticismo, poiché era chiaro per tutti che uno sconosciuto e “burroso” (per non dire grasso) centravanti colombiano non avrebbe mai potuto far rimpiangere un bomber come l’argentino Caniggia. Infatti, come volevasi dimostrare, vide il campo in appena 5 occasioni: ovviamente non realizzò neanche una rete, visto che la porta avversaria proprio non la vedeva, ma in compenso si sprecarono i fischi degli ultrà disperati per le innumerevoli palle gol da lui sprecate. Rapido negli spazi brevi ma completamente insofferente alle spiegazioni tattiche, aveva la tendenza ad ingrassare sempre di più. Già nel mercato di riparazione di Gennaio venne rispedito al mittente, in Colombia, dove se lo riprendono senza problemi. Infatti, il campionato colombiano non ha nulla a che vedere con quello italiano, tant’è che ritornò a segnare con regolare continuità. Nel frattempo, quel certo Tino Asprilla, snobbato dall’Atalanta, fu poi ingaggiato dal Parma, diventando nel tempo uno dei protagonisti dell’epopea europea gialloblu. Mentre Valenciano finisce ben presto messo nel dimenticatoio. Le cronache tornano a parlare con lui nel 2002, quando viene arrestato in Patria perché coinvolto in una sparatoria. Solo a Bergamo non è stato capace di sparare al meglio le sue cartucce.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1988-92 | Junior Barranquilla | 96 | 44 |
| 1992-93 | Atalanta | 5 | - |
| 1993-96 | Junior Barranquilla | 100 | 93 |
| 1996-97 | Deportivo Vera Cruz | 10 | 6 |
| 1997-99 | Monarcas Morelia | 27 | 11 |
| 1999-00 | Independiente Medellin | 38 | 24 |
| 2000-01 | Atletico Bucaramanga | ||
| gen. 01 | Deportivo Calì | 13 | 5 |
| 2001-02 | Gama Brasilia | 4 | - |
| gen. 02 | Real Cartagena | ||
| 2002-04 | Quindio Armenia | 31 | 9 |
| 2004-05 | Millonarios | 8 | 1 |
| 2005-07 | Junior Barranquilla |