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Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche

Taribo West
Taribo West

Luogo di Nascita:
Ajegunle (Nigeria)

Data di Nascita:
26/03/1974

Ruolo:
Difensore

Posizione:
Terzino Sinistro

Squadre:
Inter,
Milan

Voto al Bidone:
7

Taribo West nella breve parentesi al Milan Taribo West al suo arrivo in Italia (1997) «Taribo mangiali»
(1997/98)


Celebre striscione dei tifosi nerazzurri dedicato al giocatore nigeriano, conosciuto da tutti per la sua grande foga agonistica: autore di alcune entrate da Codice Penale, circolava voce che fosse addirittura cannibale

Taribo West


Il colored con le trecce colorate dalla grinta eccezionale



Taribo West in maglia nerazzurra La carriera di Taribo West comincia nel suo paese natale, ma all’età di 19 anni degli emissari dell’Auxerre notano la sua possente prestanza fisica e pensano bene di tesserarlo. In Francia trascorre quattro anni felici, visto che in questo lasso di tempo vince un campionato e due Coppe di Francia. Nel frattempo, prima di passare, nell’estate del 1997, all’Inter di Gigi Simoni, vince anche la Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Con la Nazionale nigeriana – con cui partecipa anche ai Mondiali del 1998 – raccoglierà in tutto 41 presenze, dal 1994 al 2005. Già nelle sue prime gare in nerazzurro si capisce che è un giocatore pittoresco e dalla scorza dura, che non va per il sottile: il nigeriano sfoggia, infatti, un inedito look fatto di treccine colorate e inusuali, e contro la Fiorentina a San Siro compie un fallaccio sul viola Kanchelskis, costretto ad abbandonare il campo per il conseguente infortunio. Un giocatore dal carattere difficile, lunatico: se alla prima rete con la maglia dell’Inter (contro l’Atalanta realizza il gol che vale la vittoria) corre ad esultare verso la panchina abbracciando tutti con grande foga, il suo rapporto con i nerazzurri si incrina nella trasferta di Vicenza dell’anno successivo, quando West getta la maglia verso il tecnico Lucescu dopo una sostituzione e viene quindi relegato in panchina per le partite seguenti. Torna titolare solo verso la fine della stagione e l’anno dopo, con Lippi in panchina che lo utilizza con molta parsimonia, si assiste ad un divertente e memorabile botta e risposta: «Dio mi ha detto che devo giocare nell’Inter» – sostiene West. «Ah si? A me invece non ha detto niente» – risponde magnificamente Lippi. E così che questa frase memorabile fa da preludio al suo clamoroso passaggio ai cugini del Milan. Le sue treccine cambiano colore, diventando rossonere, ma solo per quattro partite, nelle quali Taribo trova anche la gioia del gol, contro l’Udinese nell’ultima giornata del campionato 1999/00. Dal Milan passa poi agli inglesi del Derby County: 18 presenze in Premier League, prima della breve parentesi in Bundesliga con la maglia del Kaiserslautern, dove lo cacciano dopo sole dieci partite per “comportamento inaccettabile”. Nel Gennaio del 2003 firma per 18 mesi con il Partizan Belgrado, voluto dall’allenatore, guarda caso l’ex nerazzurro Lothar Matthaus, ma un’operazione al ginocchio condiziona pesantemente il suo rendimento in Serbia. Pienamente ristabilito, decide di ricominciare a giocare in Qatar, con la maglia del Al-Arabi nella stagione 2004/05, e l’anno seguente finisce nella Serie B inglese con il Plymouth Argyle. Anche qui dopo quattro partite e alcune divergenze con il tecnico viene risolto il contratto: ormai per lui l’Europa è terra bruciata, comincia ad invecchiare e in più non va d’accordo con nessun allenatore. A queste condizioni, West se ne torna in Patria, nel club che lo ha lanciato nel calcio, il Julius Berger. Dal 26 Agosto 2007, dopo aver abbandonato le treccine e il suo strambo look per capelli cortissimi che non nascondono una certa stempiatura, ha lasciato di nuovo la città e la squadra che lo hanno lanciato: ha firmato per la squadra iraniana del Paykan di Teheran. Lì Taribo sarà l’unico straniero in mezzo a una rosa di soli iraniani, nonostante la squadra abbia un manager armeno. Non è stato certo un fenomeno, ma un personaggio pittoresco che rimediava ai suoi limiti tecnici con una grinta ed un fisico fuori dall’ordinario. Le sue stravaganze sono confermate anche dal suo desiderio di fondare una setta religiosa personale nell’ambito della chiesa pentecostale in qualità di sacerdote. A tutt’oggi sappiamo che questa sua congregazione è stata denominata “Shelter from the Storm”, e che, terminata la carriera di calciatore, vorrebbe entrare in politica, per diventare governatore nel suo Paese.

Stagione Squadra Presenze Reti
1991-92 Sharks Port Harcourt
1992-93 Julius Berger
1993-97 Auxerre 73 1
1997-98 Inter 23 1
1998-99 Inter 21 -
1999-00 Inter - -
gen. 00 Milan 4 1
2000-01 Derby County 18 -
2001-02 Kaiserslautern 10 -
2002-03 Inattivo
gen. 03 Partizan Belgrado 16 1
2004-05 Al-Arabi
ott. 05 Plymouth Argyle (B) 4 -
2006-07 Julius Berger
2007-08 Paykan

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