
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
Ecco il primo africano in Italia, al minimo dello stipendio
Cresciuto nella Stella Club di Abidjan, squadra della Capitale del suo paese, Zahoui fu scoperto dagli osservatori dell’Ascoli in occasione del Torneo di Marsiglia del 1981. E’ passato alla storia per essere stato il primo calciatore africano a rompere la barriera razziale del campionato italiano. Il “negretto” ricevette numerosi elogi prima di sbarcare in Italia: in Africa si dimostrò un giocatore dotato di una discreta levatura tecnica, che poteva giocare sia come attaccante puro che come mezzapunta. A volerlo fu soprattutto il Presidentissimo Costantino Rozzi, che con il suo ingaggio intendeva punzecchiare i dirigenti delle squadre italiane più blasonate, che spendevano fior di quattrini per assicurarsi i migliori fuoriclasse del pianeta. «Zahoui è la dimostrazione – disse il vulcanico Patron bianconero – di come l’Ascoli non possa permettersi gli stranieri, se non quelli da due lire». Acquistato per la misera cifra di 25 milioni di Lire, venne stipendiato con 12 milioni annui, che all’epoca rappresentavano il minimo sindacale (che oggi ammonta a 1.500 Euro al mese). C’è chi dice che il club ivoriano, invece di riscuotere denaro per il suo trasferimento, fu pagato con il controvalore in tute da gioco ed attrezzature sportive. Fu presentato come «il nostro negretto dal grande futuro» e i tifosi locali, con fervida fantasia, lo ribattezzarono subito “Zigulì” in onore della famosa caramella alla frutta. Giunto in Italia però, forse anche a causa della sua giovanissima età (aveva solo 20 anni) Zahoui si perse per strada: dovette lottare anche con l’ostracismo di Mazzone, che gli preferiva i giocatori italiani. Carletto gli affidò infatti l’ingrato compito di farsi servire in fuorigioco per perdere tempo nei minuti finali delle trasferte. Alla fine, disputò solo 11 presenze in due anni in Serie A – la prima fu Fiorentina-Ascoli del 28 Ottobre 1981 – non riuscendo a trovare un posto stabile in prima squadra. Una leggenda metropolitana narra che al primo allenamento con i marchigiani si presentò sul campo a piedi nudi, come era abituato nel suo paese. Venne quindi ceduto al Nancy – si mormora per una cifra vicina ai 100 milioni – e in Francia terminò la sua carriera, giocando discretamente prima con il Tolone e poi con il Nevers. Nel 1993 appese i fatidici scarpini al chiodo per tornare in Costa d’Avorio ed iniziare l’attività di allenatore, senza però ottenere grandi risultati, esattamente come nella sua carriera da giocatore. Tornò a farsi sentire nelle Marche quando nel Dicembre 1994 morì Costantino Rozzi, che fino all’ultimo era rimasto alla guida dell’Ascoli; il giorno del suo funerale furono in ventimila a salutarlo calorosamente per l’ultima volta. Zahoui, appresa la triste notizia dalla Francia, non aveva dimenticato chi lo aveva lanciato nel calcio che conta: «Ho pianto anch’io – confessò – il Presidente Rozzi per me è stato come un padre».
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1980-81 | Stella Club Abidjan | ||
| 1981-82 | Ascoli | 8 | - |
| 1982-83 | Ascoli | 3 | - |
| 1983-87 | Nancy | 112 | 8 |
| 1987-92 | Toulon | ||
| 1992-93 | JGA Nevers |