
Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e “papere” storiche
La piu' veloce “meteora” nella storia della squadra viola
Ecco una delle piu' importanti “meteore” della storia viola: Aguirre, infatti, non riusci' neppure ad esordire nel campionato italiano. Ma veniamo con ordine. Dopo il consueto “apprendistato” con piccoli club uruguayani, nel 1986 viene ingaggiato dal Penarol – squadra in cui milita anche Jose' Perdomo – con il quale riesce a togliersi delle grandi soddisfazioni: vince subito il campionato e l’anno seguente si aggiudica la Coppa Libertadores, segnando anche il gol decisivo per la vittoria finale contro il Porto. Questa marcatura sarà la più importante e la più redditizia della sua carriera: infatti, le immagini della finale fanno il giro del mondo e il suo nome finisce presto sui taccuini dei principali osservatori europei. Alla fine, ad aggiudicarselo è la Fiorentina di Eriksson, che lo vedeva perfetto come erede di Diaz: previsione completamente sbagliata, visto che con la maglia viola giocherà solo in Coppa Italia. L’esordio è datato 24 Agosto 1988: Diego gioca titolare a Pistoia nella vittoria per 1-0 contro l’Avellino. Seguirà un subentro nel derby perso a Pisa per 4-2 e un’altra gara, sempre a Pistoia, dove Aguirre riuscira' a realizzare il suo primo (e unico) gol in Italia. E’ il 31 Agosto 1988, l’avversario di turno e' la debole Virescit Boccaleone di Bergamo (che proprio in quella stagione cambiò denominazione in Virescit Bergamo), affossato per 3-0 con doppietta di Roby Baggio e rete per l’appunto dell’uruguayano, di testa da calcio d’angolo. C’e' tempo per un’altra apparizione, contro l’Ancona, poi Eriksson traccia un giudizio sul giocatore molto negativo dopo questi “test” e decide quindi di “tagliarlo”, ritenendo molto piu' utili alla causa gli italianissimi Borgonovo e Pruzzo. Dipinto come uno dei migliori attaccanti emergenti del suo paese, in realta' non riusci' mai a sfondare, fatta eccezione per quel gol in Coppa Libertadores. In Europa rimarra' indubbiamente ricordato come “meteora”: non pervenuto a Firenze, mezzo campionato senza eccellere in Grecia e un modesto ingaggio in Spagna per una sola stagione. Proseguirà a sciorinare le sue angoscianti prestazioni in Brasile, Uruguay e Argentina per poi chiudere con squadre di modesto livello nei campionati di El Salvador e Cile. E’ poi diventato allenatore e, a tempo perso, professore di pianoforte. Col senno di poi, quindi, si può dire che la società viola scelse la soluzione migliore: infatti trovo', e a tempo di record, un accordo per la rescissione consensuale del contratto, che avvenne prima dell’inizio del campionato. Uno dei pochissimi casi nel calcio in cui la ragione prese il sopravvento.
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1984-85 | San Francisco De Sales | ||
| 1985-86 | Playa Honda | ||
| 1986-88 | Penarol | ||
| 1988-89 | Fiorentina | - | - |
| sett. 88 | Olympiakos | ||
| 1990-91 | Internacional | ||
| 1991-92 | San Paolo | 8 | 3 |
| 1992-93 | Independiente | ||
| 1993-95 | Marbella | ||
| 1995-96 | Penarol | ||
| 1997-88 | River Plate | ||
| 1998-99 | Fas (B) | ||
| 1999-00 | Bolivar Temuco (B) |